(consumi culturali in Italia, dati CENSIS, 2005)
Si sa, la diffusione di Internet ha cambiato le abitudini di noi italiani. C’è ora un’analisi del CENSIS che ci dice anche come.
Che non fossimo un popolo di accaniti lettori questo lo si sapeva già ma ora, da una prima lettura dei dati CENSIS, sembra che il web abbia definitivamente dato il colpo di grazia. La lettura dei quotidiani (a pagamento) almeno una volta a settimana passa dal 67% al 54,8%, un bel salto all’indietro. La stessa caduta verticale si registra anche per i lettori abituali: dal 51.1% del 2007 al 34.5% del 2009.A farla da padroni nel marasma della rete sono senza dubbio i Social Network. In cima alla top five italiana c’è ovviamente Facebook (noto al 61.6% degli italiani), seguono YouTube (60.9%), Messanger (50.5%), Skype (37.6%) e MySpace (31.8%). Nell’analisi dei Social Network si trovano senza dubbio i dati più interessanti. Per restare connessi su Facebook si rinuncia innanzitutto alla lettura (42.4% degli iscritti), seguono la consultazione di altri siti internet (40%) e il sacrificio delle ore di studio e di lavoro (21.7%). Forse il dato più sconfortante è che per Facebook vengono sacrificate non solo ore lavorative e di studio ma anche quelle che una volta si dedicavano al tempo libero da trascorrere con gi amici (11.5%).
Insomma, un quadro tutt’altro che incoraggiante.
C’è un “ma”. I numeri dicono sempre la verità, questo è inconfutabile, però a volte sarebbe meglio approfondire alcuni dati. La realtà è che Internet non ha cambiato solo le nostre abitudini sociali. Ad esser stato rivoluzionato è anche il nostro approccio alla lettura. Insomma, non è vero che a causa dell’ossessione web si leggono meno libri. E c’è un dato che ci conforta in tal senso. Se si va a vedere, sempre secondo i dati CENSIS, il dato relativo a quante persone leggono libri almeno una volta al mese si verificherà che tutto sommato il nostro caro supporto cartaceo resiste: si va dal 59.4% del 2007 al 56.5% del 2009.
Confrontando il dato dei libri con quello dei quotidiani è possibile fare una considerazione molto interessante. Internet è sicuramente più adatto ad una lettura a scorrimento rapido, informativa che è quella tipica di chi legge per informarsi. Mentre si presta di meno ad una lettura più approfondita che è l’approccio tipico di chi invece preferisce leggere libri.
Insomma, la Rete funziona sicuramente come fonte universale d’informazione (a discapito dei quotidiani), funziona meno come moderna biblioteca. La stessa rivoluzione riguarda anche la comunicazione interpersonale. Se da una parte scrittura e dialogo stanno scomparendo dalla vita quotidiana è anche vero che stanno risorgendo proprio grazie alla rete. Citando Derrick de Kerckhove : «Siamo nel punto di passaggio tra la lettura privata e quella pubblica». E blog e Social Network stanno lì proprio a testimoniarlo.
Concludendo, i dati pubblicati dalla ricerca CENSIS vanno riletti alla luce di queste considerazioni finali. Parlare di “fine della lettura” è assolutamente non corretto, diverso è parlare di differenti tipi di lettura ognuna diversamente valorizzata dal web. Non c’è nulla di che allarmarsi quindi, c’è semplicemente una nuova rivoluzione da assimilare.


Il vostro sito ci ha dato preziosi dati per eseguire con. Ogni e ogni singolo punte del tuo post sono riflettere. Riconoscente per aver permesso.
Scritto da: casino | 08/09/11 a 20:30